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Controcorrente: la tradizione italiana nella festa di "Ognissanti" e nel giorno dei morti

domenica 31 ottobre 2010
Il giorno dei morti fu ufficialmente collocato alla data del 2 Novembre nel X sec. d.c. circa, praticamente fondendosi con il 1° Novembre, gia' festa di Ognissanti dall'anno 853, per sovrapporsi alle piu' antiche celebrazioni di quei giorni, vedi Halloween,festa popolare di origine pre-cristiana.
L'etimologia Halloween deriva da "All Hallows Eve" , che vuole dire Vigilia di Tutti i Santi ,festa che ricorre, appunto, il 1º novembre. Poiché la figura dei santi è tipicamente cristiana, un etimo fantasioso nato tra i cultori del Neopaganesimo fa derivare la parola da "All allows even", cioè la sera in cui tutto è permesso, inclusa la credenza che i defunti escano dalle tombe per far visita ai vivi.
Tra il popolo comunque, le vecchie abitudini furono adattate alla nuova festa e al suo mutato significato, mantenendo la credenza che in quei giorni i defunti potevano tornare tra i viventi, vagando per la terra o recandosi dai parenti ancora in vita.
In tutta Italia si possono ancora oggi ritrovare gesti e pratiche tradizionali per la celebrazione di queste feste.
Queste tradizioni sono le vestigia delle pratiche rituali delle antiche religioni, sopravvissute sotto forma di superstizione o trasformate ed adattate alla religione cristiana.Col passare del tempo queste tradizioni sono praticamente scomparse: ma nei paesi e soprattutto in meridione, sono ancora vive, anche se sovente ripetute quasi per abitudine, senza memoria del significato originale.
In Calabria e in Sicilia c'era l'usanza di preparare dolci per i bambini, ai quali veniva detto che sono regali portati dai parenti defunti. I genitori infatti raccontavano ai figli che ,se durante l'anno fossero stati buoni , i "morti" avrebbero portato loro dei doni.
La Frutta Martorana è uno dei dolci tipici di questo periodo, realizzata con la pasta di mandorle detta anche "pasta reale".
La pasta reale, si prepara pestando le mandorle finemente assieme allo zucchero e, talvolta, con aggiunta di miele. La temperatura a cui avviene questa operazione cambia l'aspetto ed il risultato del prodotto: se l'impasto si prepara a freddo si ottiene la pasta di mandorle; se si prepara a caldo, a fiamma bassa fino a quando lo zucchero non si scioglie completamente fino a scomparire, allora si ottiene il marzapane.
Il nome deriva da quello di un convento di Palermo: la "Martorana", posto dietro il palazzo del Municipio.
Convento Martorana a Palermo
Circa la nascita della Frutta  Martorana, si narra che le suore che facevano parte del convento, superbe, ma famiglia nobilissima, segregate in clausura per non frazionare il patrimonio di famiglia, avessero decantato il loro "giardino" interno al Vescovo di allora.  I loro frutti infatti erano meravigliosi.Il Vescovo un giorno decise di punire la loro superbia andandole a trovare in pieno inverno, quando nessun albero produce frutto. 
La loro intraprendenza infatti le portò ad appendere ai rami nudi degli alberi una enorme quantità di frutti di marzapane perfettamente riprodotti.E il Vescovo ne rimase esterefatto :-)
2 commenti on "Controcorrente: la tradizione italiana nella festa di "Ognissanti" e nel giorno dei morti"
  1. Questo post e' bellissimo,mio padre ha sempre tenuto tantissimo a questa festa,usciva a notte fonda e la mattina trovavamo la tavola piena di dolci,regali ed ogni bene,poi ci diceva che erano stati i defunti,per dimostrarci il loro amore.Dunque era stasera?La confondevo con domani notte.Una tradizione s'ha da continuare,grazie,un bacio.

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  2. Grazie a te! Adoro questa tradizione...
    Mia nonna non me li faceva mancare mai...e questo ricordo mi accompagna anno dopo anno <3

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